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Cosa vedere e visitare a Rivello
Situato in posizione panoramica alla sommità di un'altura che da una parte domina la valle del Noce, dall'altra apre la vista sulle cime del Sirino. La bellezza dell'abitato è data anche dal ben conservato tessuto edilizio, con antiche cappelle e nobili palazzi. Comunità basiliana tra le più antiche, Rivello fu a lungo contesa tra bizantini e longobardi, i quali fortificarono il paese ma non riuscirono a espellere la guarnigione nemica. Così si ebbero due centri distinti, uno di rito latino, l'altro di rito greco, distinzione che perdurò fino al XVII secolo, quando il rito greco venne abolito. Così molte delle sue chiese mantengono elementi tipici dell'architettura bizantina. A Rivello era un tempo fiorente la produzione artigianale, sia per la lavorazione del rame, sia per la tradizione orafa, oggi abbandonata. Anche l'artigianato tessile contribuiva alla ricchezza del paese.Nella parte bassa dell'abitato sorge l'ex convento dei Minori Osservanti, risalente al XV secolo e parzialmente distrutto in epoca recente. La chiesa di S. Antonio* presenta un'ampia facciata preceduta da un portico del 1514 con affreschi del Pietrafesa (1600); nel portale, di riminiscenza catalana, è bellissimo il portone* ligneo del XVI secolo. Il chiostro del convento è stato parzialmente abbattuto per un ampliamento negli anni '60 del '900 e successivamente reinterpretato con vetro e ferro. Al centro campeggia il pozzo in pietra.Al primo piano del convento è allestito il Museo civico, esposizione di materiale archeologico che esplora i rapporti tra greci e indigeni tra il Noce e il Lao. Il materiale è stato scavato in località Serra Città e sul piano del Pignataro, area caratterizzata da numerose fornaci di laterizio in uso dal III secolo a.C. fino al 1950. L'area ospitava un insediamento già in avanzato periodo arcaico, come testimoniano il rinvenimento di una tomba risalente alla seconda metà del VI secolo a.C. e la cinta muraria di età classica.Nella parte alta dell'abitato, la chiesa Madre è preceduta da una scalinata che ingloba l'ingresso della preesistente chiesa di S. Nicola dei Greci, architettura bizantina il cui interno è caratterizzato dalle 17 colonnine per lato che sorreggono voltine a crociera. La chiesa superiore presenta una facciata con motivi decorativi tipici del barocco napoletano e tre portali del 1744.In corso Vittorio Emanuele è la chiesa di S. Anna, cappella gentilizia del 1733. La decorazione interna è dovuta a Nicola Maria Rossi, che nel 1749 rivestì le pareti con architetture dipinte a trompe-l'oeil. Proseguendo la discesa si incontra la cappella di S. Barbara, con abside semicircolare ornata di archetti pensili e affreschi tardo-cinquecenteschi. Nel catino absidale della chiesa dell'Annunziata è un affresco del 1517. Sul versante opposto rispetto alla chiesa di S. Nicola, la chiesa di S. Maria del Poggio, del 1726, presenta abside e transetti a strapiombo su una piccola rupe.Scendendo verso il fiume, in località Vignaruola, si raggiunge la chiesa di S. Maria del Popolo, piccolo tempio rurale dal controsoffitto ligneo settecentesco.
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